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IFE Londra 2026
UK, boom del food-to-go: consumi spinti da praticità e servizio
Dalla fiera IFE di Londra focus su nuovi modelli di consumo. L’Italia è ferma al 6% delle forniture agroalimentari per il Regno Unito. Corte Parma accelera sull’export.
Lo scenario
Il mercato agroalimentare britannico conferma una crescente attenzione verso soluzioni pratiche, monoporzione e pronte al consumo. È quanto emerge dall’analisi di Corte Parma – Amoretti, tra gli espositori all’International Food & Drink Event (IFE), principale appuntamento fieristico del settore nel Regno Unito, che ha riunito oltre 25 mila operatori professionali dal 30 marzo al 1° aprile presso l’Exhibition Centre di Londra.
La partecipazione alla manifestazione ha consentito all’azienda parmigiana – che esporta il 75% della propria produzione in Europa – di raccogliere indicazioni dirette da buyer e operatori locali, confermando il rafforzamento del food-to-go, sempre più centrale nelle abitudini di consumo oltremanica.
Il sistema distributivo britannico, altamente strutturato, valorizza prodotti ad alto contenuto di servizio e favorisce una rapida scalabilità commerciale grazie alla concentrazione di pochi grandi operatori, tra cui Tesco, Sainsbury’s e Marks & Spencer.
Il Regno Unito produce circa il 65% del cibo che consuma, con una conseguente elevata dipendenza dalle importazioni agroalimentari, elemento che espone il sistema alle dinamiche delle catene di approvvigionamento internazionali. In questo contesto, la presenza italiana resta ancora limitata: l’Italia rappresenta circa il 6% delle forniture agroalimentari, preceduta da Paesi Bassi (12%), Irlanda e Francia (9%), Belgio (8%) e Germania (7%). Gli spazi di crescita risultano quindi significativi.
«Il mercato britannico è oggi uno dei contesti più evoluti ma anche più articolati tra le economie avanzate sul piano agroalimentare», osserva Egidio Amoretti, presidente e amministratore delegato di Corte Parma – Amoretti. «Da un lato, esprime una distribuzione sofisticata e una domanda orientata al servizio; dall’altro, le dinamiche post-Brexit hanno aumentato complessità e costi lungo le filiere, rendendo centrale l’affidabilità dei fornitori»
Dal punto di vista dei comportamenti di consumo, le scelte risultano fortemente influenzate da fattori strutturali quali il tempo disponibile, l’organizzazione del retail e la facilità di accesso al prodotto, che favoriscono soluzioni rapide e immediatamente fruibili.
«Nonostante una crescente attenzione verso modelli alimentari più equilibrati, il comportamento reale resta orientato alla praticità», aggiunge Marco Tanzi, direttore commerciale di Corte Parma – Amoretti. «In questo scenario registriamo una crescita significativa delle soluzioni ready-to-eat e dello snacking premium, segmenti che rispondono alla richiesta di immediatezza di consumo e aprono nuove opportunità per le proposte alimentari made in Italy».